
Il Karate-Gi |
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In quasi
tutte le arti marziali è uso allenarsi
indossando un abito adeguato, chiamato gi
(pronuncia: ghi); nel Karate, quest'abito è
il karate-gi, composto da una giacca (uwagi),
da un paio di pantaloni (zubon) di cotone
bianco e da una cintura (obi) il cui colore
designa il
grado
raggiunto dal praticante. |
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La giacca generalmente resta aperta sul
petto per una maggiore comodità e resta
larga sulle spalle per non aderire troppo
alla pelle, ha delle ampie falde frontali
che si incrociano e si legano sui fianchi
tramite delle apposite stringhe. I pantaloni
sono generalmente corti (per una maggiore
comodità, spesso si fermano a metà tra il
ginocchio e il piede) e larghi per non
aderire troppo alle gambe, vengono sostenuti
da una loro cintura o negli esemplari più
moderni da una fascia elastica.
Gli uomini indossano sotto al karategi solo
la biancheria intima, le donne sotto la
giacca indossano una maglietta o un top, più
le eventuali protezioni per il seno
Ad Okinawa
per esercitarsi si indossava una gonna
pantalone che consentiva una maggiore
libertà di movimento, ben distinta dal
tradizionale abito giapponese (hakama), che
non fu mai indossato ad Okinawa mentre è
ancora oggi usato in molte arti del budo
(Kendo, Kiudo, aikido).
Fu il maestro
Gichin
Funakoshi
ad adottare per primo quest'abito. Infatti,
in occasione della prima dimostrazione al
Budokan di Tokyo, lui e un suo allievo
indossarono un karate-gi fatto da Funakoshi
stesso la notte precedente, ispirandosi al
modello del judo-gi ed utilizzando, però,
una tela più leggera e comoda. Il colore
bianco è quello naturale del cotone non
tinto, essendo questo un abito semplice ed
umile.
IL Vestito
che ancora oggi viene usato nel Karate
deriva dall'abito dei pescatori di Okinawa
ed è una combinazione dello judogi e del
tradizionale hakama giapponese; il colore
bianco e l'assenza di ornamento
simboleggiano la purezza e la semplicità. Il
kimono nella psicologia del budo, aiuta a
mettere a nudo la propria personalità
cosicché ci si possa vedere per quello che
si è: indossare il karategi è un modo per
rendersi conto che sul tatami le distinzioni
esterne scompaiono, e tutto ciò che tende a
divesificarsi si annulla.
Il karategi è in qualche modo simile al
judogi (柔道着 o 柔道衣, uniforme da Judo) in
quanto ne condivide l'origine comune,
tuttavia il materiale e il taglio del
vestito sono generalmente più leggeri e
cadono più larghi. A causa della natura
dell'allenamento del Karate (che pone
l'accento sul colpire, il calciare e un più
limitato assortimento di proiezioni rispetto
al Judo), il karategi si è evoluto in modo
da massimizzare velocità e mobilità senza la
necessità di un materiale ruvido e
resistente come quello richiesto per le
prese e le proiezioni nel judo.
Tuttavia i karategi più economici sono
spesso tagliati da un tessuto leggero simile
ad una camicia estiva. Questi karategi si
rompono facilmente e tendono ad aderire alla
pelle di chi li indossa, causando fastidi a
seguito di eccessiva sudorazione.
La maggior parte dei karategi di qualità
sono tagliati da un tessuto di cotone in
grado di resistere ad un considerevole
ammontare di maltrattamenti senza ridurre la
mobilità del karateka. Tipicamente questi
karategi usano tessuti di cotone di almeno
280 grammi, e possono resistere alle
applicazioni più dure.
I praticanti più avanzati sembrano favorire
tessuti ancora più pesanti: tessuti di
cotone da 340 o 390 grammi sono di solito la
norma, alcuni produttori offrono materiali
da 450 grammi, e alcuni produttori
aggiungono un processo nella produzione per
pettinare i tessuti di cotone e renderli più
confortevoli. Nonostante il peso maggiore di
questi capi, molti praticanti esperti li
preferiscono per la maggiore durata e la
maggiore resistenza al sudore. Non è raro
che chi pratica arti marziali si senta più
rinfrescato usando un karategi più pesante
rispetto ai karategi più economici.
Differenti stili di Karate hanno leggere
differenze nelle uniformi anche se il design
di base è lo stesso; differiscono solo per
la lunghezza delle maniche, delle gambe e
delle falde dell'uwagi (la giacca). Molti
karateka tendono a indossare la loro
obi
(cintura) molto più lunga dei judoka o di
praticanti di altre arti marziali.
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Nel Dojo tutti
gli uomini sono uguali e ricercano la
maturità psicofisica. Funakoshi attraverso
il sistema dei gradi stabilì una gerarchia
basata sulla capacità tecnica, espressa
attraverso i colori della cintura. La
cintura permette di prendere coscienza della
forza che c'è in noi e di concentrarla al
meglio nella zona del ventre (hara). |
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La cintura
nel karate è un riferimento che indica
l'abilità, attestata dal superamento di
appositi esami, nella pratica della
disciplina di chi la indossa.
Non può
essere indicativa dell'abilità tecnica come
erronaeamente viene spesso indicato.
Infatti è noto che invecchiando le proprie
abilità fisiche decrescono, al contrario i
gradi aumentano.
Aumenta la propria esperienza, ma questa non
è dimostrabile attraverso il puro esercizio
fisico, che quindi non può essere misurato
con una cintura.
Nel 1924,
Gichin
Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan,
adottò il sistema dei dan dal fondantore
dello judo, Jigoro Kano.
Egli usò uno sistema di gradi con un set
limitato di colori di cintura. Anche gli
altri insegnanti di Okinawa adottarono
questa pratica. Nel sistema kyū/dan i gradi
per principianti cominciano con un kyū
numerato in maniera crescente,(ad esempio 9
kyū) ed avanza in maniera decrescente fino
al kyū di numero più basso. Il dan inizia
col 1 dan (Shodan, o "cominciando a dan")
sino a giungere ai dan di grado più elevati.
I gradi sono assegnati come una "cintura di
colore" o mudansha ("uni senza dan"). I
karateka con grado di dan sono assegnati
come yudansha ("possessori del rango di dan").
Il yudansha porta tipicamente una cintura
nera. I requisiti dei ranghi differiscono
fra stili, organizzazioni e scuole. La
minima età e il tempo nei gradi sono fattori
di
promozione importanti.
I colori
delle cinture sono sei, corrispondenti ai
seguenti livelli (kyū):
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9º kyu (ku
kyu): cintura bianca;圭善区
-
8º kyu (hachi
kyu): cintura gialla; 八級
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7º kyu (shichi
kyu): cintura arancione;七級
-
6º kyu (roku
kyu): cintura verde; 六級
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5º kyu
(go kyu): cintura blu; 行く圭善
-
4º kyu (shi
kyu): cintura blu; 市級
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3º kyu
(san kyu): cintura marrone; サン圭善
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2º kyu (ni
kyu): cintura marrone; 問い合わせ級
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1º kyu (ichi
kyu): cintura marrone. 一級
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cintura
nera 1° dan.
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Esistono,
presso alcune scuole, ulteriori cinture
intermedie o una diversa classificazione
delle cinture. Esistono
inoltre, presso alcune scuole, cinture
intermedie: bianca-gialla, gialla-arancione,
arancione-verde, verde-blu.
Dopo la
cintura marrone si passa a cintura nera, che
rimane tale al raggiungimento di gradi
superiori (dan), dal 1º al 10º, il più
elevato. L'ideogramma
dan si trova anche nella parola shodan, che
significa "principiante", per dimostrare
come l'aver impiegato alcuni anni per
diventare cintura nera si davvero poca cosa
in confronto a tutti gli anni di allenamento
che aspettano. Generalmente, dopo il 6º dan
il grado viene assegnato solo per meriti
speciali e non più in seguito ad esami,
anche se il modo in cui vengono rilasciati i
più alti gradi dan può variare da
federazione a federazione. Per i gradi più
elevati non viene valutata solamente la mera
capacità tecnica raggiunta ma soprattutto le
doti di esperienza, didattica,
organizzazione, sviluppo e dedizione a
quest'arte marziale.
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Copyright © 2009 Shotokan Karate Shin Dojo
Aggiornato il: 10
Febbraio
2009
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